Matthieu Mantanus, fuori in digitale il nuovo EP 'Sound of Elements'
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01/04/2020 | dl
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A distanza di due anni dall'ultimo 'BachBox' è disponibile su tutte le piattaforme digitali 'Sound of Elements', il nuovo EP di Matthieu Mantanus.
Pianista, direttore e compositore, Mantanus è conosciuto dal pubblico italiano anche per le sue lezioni sui grandi della musica classica - da Beethoven a Cajkovskij, ospite televisivo di Fabio Fazio in 'Che Fuori tempo Che Fa' e alla guida della Jeans Symphony Orchestra. Da qualche anno l'artista svizzero esplora il mondo dell'elettronica e il rapporto con il repertorio classico, dando vita a un'universo sonoro ambient, non lontano da alcuni lavori di musicisti a lui affini come Nils Frahm o Olafur Arnalds.
"Non avrei mai pensato, anche solo cinque anni fa, di entrare in questo mondo. E non sapevo cosa mi perdevo: l'elettronica è lo strumento che ha provocato in me una mareggiata di creatività” spiega Mantanus. “Questa ricerca continua di suono è ricchezza pura, esattamente come l'orchestrazione: è espressione e ispirazione allo stesso tempo. Una incredibile dialettica che è proprio la fucina in cui nascono lavori come Sound of Elements”.
Sei tracce dedicate all'acqua, una all'aria, al fuoco, alla terra più prologo ed epilogo attraverso le quali l'artista accompagna gli ascoltatori in un mondo quasi distopico, con un interplay incredibile tra pianoforte ed elettronica e dalle sonorità ricercate e oniriche. In ogni tappa il suono dell'elemento funge da chiave di accesso a un immaginario impietoso, ma sempre poetico.
Pianista, direttore e compositore, Mantanus è conosciuto dal pubblico italiano anche per le sue lezioni sui grandi della musica classica - da Beethoven a Cajkovskij, ospite televisivo di Fabio Fazio in 'Che Fuori tempo Che Fa' e alla guida della Jeans Symphony Orchestra. Da qualche anno l'artista svizzero esplora il mondo dell'elettronica e il rapporto con il repertorio classico, dando vita a un'universo sonoro ambient, non lontano da alcuni lavori di musicisti a lui affini come Nils Frahm o Olafur Arnalds.
"Non avrei mai pensato, anche solo cinque anni fa, di entrare in questo mondo. E non sapevo cosa mi perdevo: l'elettronica è lo strumento che ha provocato in me una mareggiata di creatività” spiega Mantanus. “Questa ricerca continua di suono è ricchezza pura, esattamente come l'orchestrazione: è espressione e ispirazione allo stesso tempo. Una incredibile dialettica che è proprio la fucina in cui nascono lavori come Sound of Elements”.
Sei tracce dedicate all'acqua, una all'aria, al fuoco, alla terra più prologo ed epilogo attraverso le quali l'artista accompagna gli ascoltatori in un mondo quasi distopico, con un interplay incredibile tra pianoforte ed elettronica e dalle sonorità ricercate e oniriche. In ogni tappa il suono dell'elemento funge da chiave di accesso a un immaginario impietoso, ma sempre poetico.
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